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Un Premier in Tribunale Con straordinaria furbizia politica, il Premier, Silvio Berlusconi, si è presentato al Tribunale di Milano, per fare una dichiarazione spontanea nell'unica vicenda che lo vede autore di un comportamento integerrimo e di grande valore civile per lo Stato e per i cittadini italiani. All'inizio degli anni '80, i fatti testimoniano la continua ricerca da parte di varie aziende private italiane ed estere di acquisizione della SME, gruppo di controllo di società alimentari, di proprietà dell'I.R.I. A tutte fu detto che la SME non era in vendita, tranne che a Carlo De Benedetti, il quale contrattò un preaccordo con Romano Prodi, presidente dell'IRI, per la cifra di 497 miliardi di lire. Perché vi fu questo repentino cambio di idee? Il preaccordo non fu annunciato al pubblico attraverso un grande scoop giornalistico, ma grazie ad una conferenza stampa, in cui lo stesso Romano Prodi comunicò l'avvenuto accordo di vendita. Sulla vicenda si conoscono molti elementi, rimandiamo a qualsiasi giornale on line per conoscerne i dettagli. (L'approfondimento migliore è possibile farlo sul sito http://www.socialisti.net/archivio_di_socialisti_punto_net.htm digitando "SME" nella ricerca degli articoli). Quello che è da chiarire è individuato da 3 punti e 3 domande: 1) Berlusconi afferma che Barilla è stato da sempre interessato all'acquisto della SME. Prodi, invece, afferma che non lo era affatto. Chi ha ragione? 2) Rino Formica, all'epoca Ministro delle Finanze, considerò l'iniziativa tra l'I.R.I. e la CIR di De Benedetti una "trattativa segreta". Può un azienda pubblica indire trattative segrete? 3) I giudici che presero parte alle sentenze legate alla vendita della SME furono 15, Berlusconi è accusato di averne corrotto uno. Può un giudice convincerne 14 su un determinato argomento? E' bene chiarire per il lettore che la cordata d'imprenditori, tra quali c'era Berlusconi, fu organizzata per rallentare la vendita. Infatti, con più offerte l'I.R.I. non poteva vendere al primo venuto. Colui che bloccò, di fatto, la vendita della SME alla CIR di De Benedetti fu il Governo del Paese, nella persona di Bettino Craxi. Infine, la questione, a nostro avviso, più importante di tutto il processo: il giudice che sentenziò la non validità dell'accordo tra l'I.R.I., presieduta da Romona Prodi, e la CIR di Carlo De Benedetti, fu Filippo Verde, assolto per non aver commesso il fatto nel procedimento IMI-SIR e Lodo Mondadori di qualche giorno fa |
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