Sul regime

Da più parti, anzi da una parte si evoca lo spettro del regime antidemocratico. Il governo e la sua maggioranza si dice, con i provvedimenti presi, sta creando una "dittatura morbida".

Come cause del regime si indicano il potere del Presidente del Consiglio sulla comunicazione e l'azione del governo in materia di giustizia e lavoro.

Vediamo nel dettaglio questo regime come si comporta:

Sono settimane che su tutti i giornali nelle prime pagine ci sono esponenti del centro sinistra e sindacalisti. Sulle radio e televisioni vengono ospitati i politici di centro sinistra che discutono e criticano. Lo sfogo di un semplice cittadino, Nanni Moretti, regista, viene trasmesso da tutti, dico tutti, i mass media. Che regime!!!

Vespa, giornalista, Costanzo, tuttofare, non hanno cambiato in nulla il loro modo d'invitare i politici. Vi sono trasmissioni Mediaset nelle quali si critica con ironia il governo. Le Iene un giorno si e l'altro anche attaccano, divertendosi, il sottosegretario ai beni culturali. La Ferilli dopo le accuse da contadina bolscevica a Berlusconi in una delle trasmissioni di Santoro, lavora come prima, fa fiction a Mediaset, fa pubblicità, fa verietà televisivi. Che regime!!!

Il bravo cantante, Jovanotti, non ha perso una trasmissione televisiva e radiofonica per cantare il suo inno no global. Il presidente, Zaccaria, festeggiando un anno di satira in RAI, convoca alcuni "dipendenti" del servizio pubblico e mostra loro le imprese dei cavalieri d'armi e d'amor Travaglio e Benigni. Lo stesso buon Travaglio torna da Santoro. Che regime!!!

Mai nella storia della Rai era successo che una dirigenza non si dimettesse al cambio delle forze politiche di governo. Mai come in questi ultimi otto mesi i giornalisti non perdono una parola del Presidente del Consiglio, studiano ogni vocabolo da lui proferito, analizzano ogni intervista, sviscerano ogni comportamento. Se il governo controlla la comunicazione, perché tutti i mass media hanno annunciato i provvedimenti sul mondo del lavoro come "modifica dell'art. 18", quando in realtà non si tratta affatto di una modifica, ma di una semplice, non semplicistica, inapplicabilità su lavoratori che non ne hanno neanche diritto. Che regime!!!

Chiunque a diritto a gridare ciò che vuole. Chiunque può pensare che si viva in regime illiberale. Il fatto è che se il governo fa bene, ci guadagna l'Italia e tutti gli italiani, anche quelli che gridano al "regime". A quest'ultimi, quindi, bisogna dire: "non preoccupatevi, comunque, siete in una botte di ferro: se il governo fa male potete criticarlo, se fa bene ne beneficerete"

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