Ciampi era contrario?

Nella vicenda politica di Telekom Serbia il silenzio del Capo dello Stato, Ciampi, è assordante, in quanto all'epoca dei fatti ricopriva la carica di Ministro del Tesoro.

La natura di questo silenzio testimonia, però, la grandezza dell'uomo e la profonda responsabilità istituzionale del politico. La ragione di ciò è, per noi, da ravvisare nel fatto che il Ministro del Tesoro di allora, nel maggio del 1997, in nota orale o addirittura in una nota scritta, espresse le sue perplessità e la sua contrarietà all'operazione.

In particolare dimostrò al Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ed al Ministro delle Comunicazioni, Maccanico il danno per i conti dello stato di una simile operazione finanziaria.

Questa contrarietà fu, PROBABILMENTE, emarginata e relegata alla promessa del disinteresse da parte del Ministero del Tesoro. Il Presidente della Repubblica è, quindi, silente in quanto non può raccontare l'evolversi dei fatti, perché questi farebbero ricadere tutte le responsabilità sulla parte politica, che, allora, aveva il governo del paese ed, oggi, è all'opposizione.

Ciampi nella sua alta veste di super partes non può esprimere considerazioni che, inevitabilmente, metterebbero una parte politica in difficoltà verso i propri elettori e verso tutti i cittadini italiani.

Questa motivazione rappresenta, secondo noi, l'unica strada percorribile per dare ragione a quanti come i radicali chiedono espressamente il parere di Carlo Azelio Ciampi nella vicenda Telekom Serbia.

Da parte nostra consideriamo il governo dell'Ulivo nel 1997 responsabile di non aver bloccato non solo una dannosa operazione commerciale, ma un finanziamento indiretto ad un regime nazi-comunista.

Le prove di tale responsabilità sono ovunque anche nel documento seguente, nel quale si rende palese il fatto che il governo Prodi aveva una grande conoscenza della condizione aziendale di Telecom Italia e delle sue controllate. In definitiva sull'affare Telekom Serbia "...NON POTEVA NON SAPERE..."

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

23 aprile 1997

Autorizzazione al trasferimento della concessione dei servizi di T.L.C. della Telecom Italia S.p.a. alla STET S.p.a .
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 2501 e seguenti del codice civile riguardanti la fusione delle società; visto il codice postale e de telecomunicazioni approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156; Vista la deliberazione CIPE 2 aprile 1993 concernente la determinazione dei criteri generali di riassetto del settore delle telecomunicazioni;
Visto il decreto-legge 3l maggio 1994, n. 332, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, recante norme per l’accelerazione delle procedure di dismissione di partecipazioni dello Stato e .degli enti pubblici in società per azioni; Visto il decreto del Presidente della Repubblica l3 agosto 1984, n. 523, con il quale sono state. rilasciate le concessioni dei servizi di telecomunicazioni ad uso pubblico, e successive modificazioni ed integrazioni;
Viste le note 002/T del 19 marzo 1997 e P/86 del 19 marzo 1997 con le quali la Telecom Italia S.p.a. e la STET S.p.a., nel comunicare che stanno procedendo alla fusione per incorporazione nella seconda, hanno chiesto all'Amministrazione di rilasciare il prescritto assenso al subentro della società incorporante nella concessione di cui risulta intestataria la Telecom Italia S.p.a.;
Considerato che tale fusione risponde ai principi su cui si ispira l’azione di ristrutturazione organizzativa del settore delle telecomunicazioni quali risultano definiti dal Comitato dei Ministri per le privatizzazioni con le deliberazioni del 6 agosto 1996 e 13 novembre 1996;
Rilevato che non risultano motivi ostativi al rilascio dell'assenso di cui all'art. 187 del citato codice postale a favore della società incorporante; Udito il parere n. 552/97 emesso dalla 1ª sezione del Consiglio di Stato nell'adunanza del 12 marzo 1997; Sentito il Consiglio dei Ministri; Sulla proposta del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni, di, concerto con il Ministro del tesoro;

DECRETA:
Art. 1

1. La società risultante dalla fusione per incorporazione della Telecom Italia S.p.a. nella STET S.p.a. è autorizzata a subentrare nella titolarità delle concessioni dei servizi di telecomunicazioni ad uso pubblico rilasciate con decreto del Presidente della Repubblica 13 agosto 1984, n. 523, e successive modificazioni ed integrazioni.

2. La società incorporante è tenuta a conformare il proprio statuto alle disposizioni contenute nelle convenzioni per la concessione dei servizi di telecomunicazioni ad uso pubblico e nei provvedimenti normativi riguardanti le dismissioni dello Stato e degli enti pubblici in società per azioni, nonché la liberalizzazione dei servizi di telecomunicazioni. Il presente decreto sarà inviato alla Corte dei conti per la registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Dato a Roma, addì 23 aprile 1997

SCALFARO

Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Maccanico, Ministro delle poste e delle telecomunicazioni
Ciampi, Ministro del tesoro

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