Telekom serbia...

Di tutta la vicenda Telekom Serbia non è emerso in modo palese l'elemento politico.

Nulla o, quantomeno poco, ci importa se qualcuno ha percepito tangenti, sarà la magistratura ad accertarlo, la cosa essenziale è la grave responsabilità politica che il governo Prodi ha nella questione.

Nel 1997 la Telecom Italia, azienda di proprietà dello Stato, acquista il 29% del capitale azionario di Telekom Serbia per una cifra pari a 897 miliardi di vecchie lire. Dopo cinque anni, nel 2002, diventata azienda privata, la Telecom Italia si disfa di quelle azioni rivendendole per 377 miliardi.

Il danno per l'azienda e per lo Stato è stato complessivamente di 520 miliardi di lire.

Chi è responsabile di questo danno? Perché chi ha procurato questo danno al paese non paga o fa pubblica ammenda di fronte al popolo italiano, che rappresenta il sovrano dello Stato? Perché ogni qualvolta che avviene una vicenda, la quale risulta essere dannosa per il paese, non c'è nessuno che ha il senso di responsabilità di assumersene le colpe e le problematiche?

A questa vicenda bisogna, però, necessariamente aggiungere che nel 1997, il Capo dello Stato serbo, Slobodan Milosevic, era già accusato dalle Nazioni Unite e dall'Unione europea di genocidio etnico, di strage perpetuata nei confronti delle minoranze e di stupro nei confronti delle donne di quelle etnie.

Le nefandezze criminose portarono, infatti, solo due anni dopo ad una guerra, che si risolse con l'arresto di Milosevic nel 2001 e con il processo alla Corte Internazionale dell'Aia in svolgimento.

Il paradosso è stato che a quella guerra ha partecipato anche l'Italia con uomini e mezzi. E', quindi, in tale contesto, incredibile come il centro-sinistra accusi, ad esempio gli Stati Uniti di aver prima finanziato l'Iraq (cosa per la verità non vera) e, poi di avergli fatto guerra, quando egli stesso si è reso protagonista di comportamenti analoghi.

La prima responsabilità e il primo grande problema non è la perdita di denaro o l'affare in sé, ma il fatto che si sia condotto verso un paese, retto da un regime sanguinario, autore di omicidi di massa, fucilazioni sommarie e fosse comuni.

Verso l'interlocutore principale di quell'affare avrebbe dovuto esserci un netto rifiuto, un forte veto.

Chi doveva porre tale veto se non esponenti del governo italiano in carica all'epoca dei fatti?

Anche se l'affare avrebbe fatto guadagnare allo Stato migliaia di miliardi ciò non avrebbe compensato l'onta che quel governo italiano ha fatto cadere sul paese, indicandolo tra coloro che hanno fatto affari con un nazi-comunista omicida.

Non pensiamo affatto, infine, che quel governo italiano si sia comportato in modo illegale, ma le sue responsabilità politiche sono enormi, se si riflette che quel denaro può aver finanziato la pulizia etnica attuata da quel regime nella ex Iugoslavia.

Approfondimenti su Telekom Serbia

Amicizia Roma-Belgrado (da Repubblica): descrive i rapporti molto stretti tra il ministero degli esteri italiano e i rappresentanti serbi

1500 miliardi per Milosevic (da Repubblica) descrive punto per punto i soldi percepiti da Milosevic (da consultare anche articolo a pag 14 di Repubblica del 04/07/03)

Contratto non negoziato (da Repubblica) racconta l'incredibile mancata negozziazione del contratto

Chi ha nascosto la corruzione avvenuta (da Repubblica) le responsabilità politiche di cui nessuno ancora si è accusato

Tutti i riferimenti dell'approfondimento di Repubblica:::> VAI

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