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Assurdo Amnesty In questi giorni Amnesty International ha pubblicato il rapporto annuale del 2003 riferito agli eventi accaduti nel 2002. Gran parte di questo rapporto è stato dedicato ad accusare la lotta al terrorismo internazionale condotta dagli Stati Uniti e da i suoi alleati. In particolare ci ha colpito questa proposizione "L’introduzione di provvedimenti anti-terrorismo che erodono le libertà fondamentali, adottati in molti Paesi nei mesi immediatamente successivi agli attentati dell’11 settembre, è proseguita anche nel 2002." Non possiamo astenerci dall'esprimere il più forte disappunto per tali affermazioni e per l'intero impianto del rapporto di Amnesty, che confonde diritto con prepotenza, giustizia con abominio, salvezza con omicidio, difesa con violenza. Che ci sia stato un eccesso di attenzione verso tutti coloro che venivano anche sospettati di terrorismo, ciò è innegabile, ma depone a favore di tutti i governi, che hanno intrapreso tali provvedimenti. Dopo che l'arbitrio ed il fondamentalismo pone fine in un sol colpo alle vite di 3500 individui non vi era altra strada, che creare provvedimenti ad hoc. Quali diritti difende Amnesty? Quelli di chi può liberamente ed impunemente uccidere? Amnesty nel suo delirio pacifista continua asserendo: "Approfittando dell’atmosfera di paura seguita all’11 settembre molti governi hanno ignorato, indebolito o apertamente violato i principi fondamentali del diritto internazionale sui diritti umani e il diritto umanitario." Approfittando...? Questa proposizione rende chiara la faziosità politica che Amnesty in questa occasione ha deciso di abbracciare. I paesi che sono intervenuti nelle due guerre contro il terrorismo internazionale hanno sicuramente più a cuore i diritti umani di quanto in modo ipocrita possa averne Amnesty. Si faccia un analisi di quanti individui venivano perseguitati ed uccisi prima che i Talebani e Saddam venissero cacciati. Solo in Iraq sparivano 8000 persone all'anno. Amnesty spenda le sue risorse a valutare quanti individui sono morti o scomparsi dopo la cacciata del regime degli Houssein!!! Nessun commento da parte di Amnesty alla situazione cubana nel caso Progetto Varela, dove venivano chiesti al dittatore Castro semplicemente i diritti umani, che Amnesty pretende di difendere. Non una parola spesa sull'omicidio di tre ragazzi, rei di voler avere una vita migliore, ad opera della rivoluzione cubana. Infine ci soffermiamo sulla valutazione errata dei prigionieri detenuti nella base statunitense di Guantánamo Bay, a Cuba. Quei carcerati non hanno diritti legali in senso stretto, ma esclusivamente i diritti legati alla convenzione di Ginevra, in quanto sono prigionieri di guerra. La guerra, forse Amnesty non lo comprende, non solo non è finita, ma non è rivolta verso stati sovrani, ma verso un entità, che poco o nulla a che fare con gli Stati. Il diritto internazionale riguarda Stati e comunità delle nazioni, invece, questa guerra si rivolge contro un entità soprannazionale, che non rispetta nessuna regola comunitaria. In questa guerra scatenata dall'attacco di New York e Washington il diritto internazionale deve essere necessariamente superato, perché non è in grado di operare e di agire in questo nuovo, unico e diversissimo contesto, che mai la storia dell'umanità aveva visto. |
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