![]() |
Lettera sulla giustizia...La-politica.net ha ricevuto dall'On. Antonio Russo di Forza Italia, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, la seguente lettera, di cui diamo pubblicazione, condividendone non solo il contenuto, ma anche le profonde convinzioni istituzionali e democratiche... Nell'opinione pubblica si è voluto creare una figura infallibile, indiscutibile, come se fosse stata scelta da una sovranità superiore. Mi permetterei di fare un distinguo da ciò che è una parte delle istituzioni, che si chiama giustizia, e quelli che sono gli operatori della giustizia. Se ci convinciamo di ciò incominciamo a dire che non rappresenta scandalo, scontro, ingiustizia, e tutto ciò che fa l'uomo operatore della giustizia, nel rispetto di tutti gli operatori delle istituzioni, per essere anche questi soggetti umani titolari di pregi e difetti. In Italia siamo arrivati all'assurdo che ministri, garanti delle istituzioni per essere eletti dal popolo, sono criticabili e condannabili, qualora commettano errori nell'esercizio delle funzioni; l'operatore di giustizia è immune da critiche e da responsabilità pur essendo arrivato a quel posto attraverso un pubblico concorso ed avendo, a mio avviso, un contratto più vantaggioso di tutte le altre categorie dei pubblici dipendenti, con carriera automatica a prescindere dalla qualità e quantità di lavoro prodotto. Perché questa premessa, per attaccare i giudici?; lungi da me. Solo perché ritengo che l'enfatizzazione che si è determinata intorno a questa figura a volte ne danneggia l'immagine delle istituzioni, soprattutto, gli stessi operatori della giustizia. Mi pongo interrogativi rispetto alla dialettica che si è sviluppata nel Paese: perché un magistrato è criticabile se partecipa ad uno sciopero, ad un corteo no-global se, ripeto, è un dipendente dello Stato? Certo, il sei giugno, se si dovesse verificare lo sciopero dei magistrati, ci troveremmo in presenza di un legittimo comportamento di una parte di dipendenti statali che, giustamente, come gli altri, sono rappresentati da un organo sindacale di categoria. Quindi, condivido pienamente la libertà di tale scelta senza sottrarmi da una considerazione che gli stessi proclamano uno sciopero per ritenute giuste rivendicazioni e non hanno sentito il bisogno di partecipare allo sciopero generale che, a dire di Cofferati, era lo sciopero dei diritti e non degli interessi corporativi. Ritengo che i magistrati abbiano scelto di essere una categoria di dipendenti dello Stato con particolari funzioni, quindi, dovrebbero cadere diversi tabù. Se un magistrato, vincitore di concorso, non viene mai messo in discussione sul proprio operato che è professionalità, dedizione, serenità, al quale non sempre gli uomini, per le varie vicende della vita lo sono, perché non lo si può dire per i politici che sono eletti dal popolo o per altre categorie come i medici, gli ingegneri, i bancari, i metalmeccanici e tutti gli altri? Perché non viene riconosciuta la stessa presunta infallibilità per le forze dell'ordine? Questi interrogativi, oggi, me li pongo con maggiore forza in quanto, eletto dal popolo, sono continuamente interrogato sulla condizione della giustizia nel nostro Paese. Credo che il Parlamento debba prendere iniziative affinché il Popolo non continui ad identificare la Giustizia, con tutte le sue garanzie costituzionali, con gli operatori della stessa che, come ho tentato di dire, sono uomini con tutti i pregi e tutti i difetti. On. Antonio Russo Forza Italia |
Home page / Filosofia / Interno / Esteri / Partiti / Società / Archivio / Advertising
I contenuti e i disegni del sito sono regolati dal diritto d'autore, le foto di questo sito sono in ROYALTY FREE