W la polizia!

Sono stati scarcerati otto dei sette poliziotti arrestati nei giorni scorsi per le note vicende di Napoli. In attesa (è proprio il caso di dirlo visto le lentezze croniche della macchina giustizia) delle sentenze definitive, è il caso di porci alcune considerazioni.

La-politica.net ha grande rispetto per le istituzioni dello Stato, ma sa con estrema chiarezza che queste non esistono senza gli uomini che le compongono. Lo Stato non sarebbe nulla senza i cittadini che esprimono la loro rappresentanza e così la Polizia e la Magistratura. Sovente vengono alla luce comportamenti devianti di poliziotti e magistrati, ma questo riguarda uomini semplicemente uomini che possono sbagliare come ogni singolo cittadino.

Le forze dell'ordine nascono come baluardo dello Stato dei cittadini; il loro controllo dipende dall'esecutivo e quest'ultimo è il cuore della maggioranza parlamentare. I magistrati rappresentano il baluardo dello Stato dei cittadini, perché eseguono le leggi che il parlamento emana. Sia i poliziotti che i magistrati hanno come loro natura il sacrificio alla legge ed alla politica parlamentare.

Chiunque può criticare e condannare le leggi che un parlamento emana, ma mai può esimersi dall'applicarle sia nel proprio essere funzionario dello Stato che nel proprio agire. Se questo ipotetico funzionario ritiene che una legge emanata dal Parlamento si iniqua l'unica alternativa che ha è quella di abbandonare la divisa o la toga ed entrare direttamente in politica. Altre vie non esistono se si vuole rimanere nella tortuosa strada della democrazia.

Da più parti si accusa l'attuale maggioranza parlamentare di populismo: finalmente, finalmente si guarda al cittadino come nuce della società, all'elezioni come momento inalienabile della democrazia. Finalmente si risponde alle critiche invocando la fiducia dei cittadini. Anche se si ritiene che la maggioranza dei cittadini siano incapaci d'intendere e di volere bisogna rispettare il loro volere ed il loro desiderio. L'azione dell'opposizione attuale allora deve dire: "…la maggioranza dei cittadini è incapace e noi dobbiamo educarla." Grande fu Massimo D'Alema a dimettersi da Presidente del Consiglio una volta perse le elezioni amministrative, vedremo se Berlusconi sarà altrettanto grande nel caso in cui perdesse le amministrative del 26 maggio.

In questo contesto si inserisce la vicenda di Napoli, la cui causa non è l'ipotetica violenza della caserma Raniero, ma la aprioristica violenza di un gruppo rilevante di no global (paradossale la definizione "no global" per chi invece vuole globalizzare l'uomo all'uniformità di un pensiero). Particolare è il comportamento della magistratura napoletana che concentra i propri sforzi su ipotetici effetti e non su reali cause.

Con certezza divina si può affermare che se i manifestanti non fossero stati a priori violenti non parleremmo di caserma Raniero o conflitto istituzionale. Non si sta parlando degli atti violenti commessi dai no global, ma dal loro più grave esserci premeditatamente. Della loro necessità di violenza, del loro vivere nella violenza come unica risorsa alla considerazione. Solo la violenza può essere la parabola delle idee no global. Da più parti si dice che il movimento non è violenza: lo dimostri.

Con fiducia La-politica.net guarda alle prossime elezioni dove alcune liste elettorali si rifanno alle idee antiglobalizzanti.

Dei no global fino ad oggi conosciamo solo le facili demagogie sulla fame, sulla guerra e sulle multinazionali oppressive, conosciamo molto bene le violenze di Genova, Napoli e no dimentichiamo quelle di Seattle e quelle di altri paesi europei.

Dei poliziotti conosciamo il secolare impegno in difesa di tutti i cittadini italiani, conosciamo lo straordinario sacrificio per lo Stato, conosciamo la forza con la quale difendono i valori democratici contro chi vuole impedire che liberi cittadini si riuniscano in pacifiche manifestazioni (i liberi cittadini sono quel centinaio di milioni di persone che sono rappresentati dai capi di Stato e di governo).

Della Polizia e delle forze dell'ordine ricordiamo i fatti: "A conclusione della stagione calcistica di serie A 2001/02 (di cui 34 gare di serie A e B disputate su 37 giornate dei campionati) si registra un decremento sostanziale del numero degli incidenti (-28% rispetto alla stagione precedente) e dei feriti (-42%) in occasione delle manifestazioni sportive. L'impegno dei vertici di Polizia e degli organismi sportivi, nonché degli altri enti rappresentati in seno all'Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive, ha permesso inoltre di far registrare sia un considerevole abbattimento dei costi sostenuti per il personale delle Forze di Polizia impegnato per giornata di campionato(-6,3%), sia dei danni subiti dalle Ferrovie dello Stato(-72%) e dagli Autogrill (-80%)"

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