Il Parlamento è sovrano!

Gli anni '80 sono stati contraddistinti da un potere politico molto forte dovuto ad un sistematica sottomissione dei poteri giudiziari. Ogni qual volta un magistrato iniziava un indagine sgradita al potere politico questo veniva trasferito ad altra sede.

Gli anni '90, invece, hanno ribaltato la situazione. La magistratura attraverso un potere iniziale e provvisorio come l'AVVISO DI GARANZIA ha completamente annientato un intera classe politica. Attraverso la connivenza "criminale" (rispetto al codice penale), con il giornalismo la magistratura si è resa protagonista di un grave abuso di potere.

Tutto ciò ha portato ad una battaglia senza esclusione di colpi tra il potere politico e quello giudiziario. Attraverso accanimenti reciproci siamo giunti fino ad oggi alla vigilia annunciata di uno sciopero.

I magistrati si sentono attaccati dalle proposte di riforma del governo nella loro autonomia ed indipendenza. Il governo, di contro, sostiene la riforma ribadendo in ogni occasione la sacralità dell'autonomia ed indipendenza della magistratura.

Sembrerebbe, quindi, un paradosso scioperare per delle motivazioni che sono condivise e sostenute dal governo. In realtà i magistrati hanno il terrore che il governo tolga loro il potere erroneamente acquisito attraverso l'Associazione Nazionale. Per questo protestano, per niente altro.

La giustizia in Italia non funziona, ha problemi enormi, i criminali non vengono trovati, vi sono sproporzioni penali tra le varie e diverse condanne, manca la certezza della pena, si scarcerano individui che in seguito commettono reati.

La colpa di questa situazione, condannata dall'Europa, non è solo ascrivibile alla legislazione, ma anche ai magistrati stessi, che devono assumersi le loro responsabilità.

Si deve fare una profonda riforma della giustizia, che parte necessariamente dalla separazione delle carriere, momento essenziale ed unico di un effettivo riequilibro tra le parti del processo.

In secondo luogo bisogna togliere immediatamente il potere d'indagine al magistrato inquirente e riconsegnarlo nelle mani di chi è capace di farlo: le FORZE DELL'ORDINE.

La terza essenziale riforma è la cancellazione dai codici dello Stato delle prove indiziarie. Nessuno dev'essere incarcerato per delle prove indiziarie, bisogna andare per il rispetto della libertà degli individui verso l'esclusiva prova oggettiva.

E' cosa migliore avere milioni di criminali in circolazione piuttosto che avere un innocente in carcere.

La maggioranza di governo oggi sta cercando di riportare equilibrio tra i poteri dello Stato, che si sono negli ultimi vent'anni isolati. Lo sciopero di un potere verso un altro è qualcosa di gravissimo. La magistratura come i sindacati possono e devono dare il proprio giudizio sulle questioni importanti, ma mai e poi mai devono impedire al Parlamento di legiferare come ritiene giusto.

Quest'ultimo è il principale punto della nostra Costituzione cui tutti gli altri discendono. I magistrati non possono giustificare lo sciopero prendendo pezzi della Costituzione senza considerare il suo più grande ed importante ordinamento: il PARLAMENTO E' SOVRANO

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