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Sull'11 settembre Dopo cinque anni abbiamo le idee chiarissime sulla natura dell'11 settembre, sulla sua genesi e il suo invitabile epilogo. Fu, soprattutto, un attacco alla libertà, intesa come la possibilità di vivere senza conflitti. La democrazia americana è il massimo risultato della storia occidentale, rappresenta il concretizzarsi non perfetto della frase "la mia libertà finisce dove inizia quella dell'altro". Il nemico della libertà è sempre lo stesso dall'età della pietra ad oggi: il dogmatismo, il ritenere, cioè, che lo scopo dell'uomo sia individuato da verità rivelate. Per il dogmatismo è intollerabile che un individuo possa esistere senza possedere la verità del mondo, il senso della vita, senza "credere". Per il dogmatismo una società, che permette di professare tutte le religioni, che consente ad ogni cittadino di creare il suo benessere, partendo da una "visione del mondo" soggettiva, è da abbattere, è da sconfiggere. Questo fu l'11 settembre. Fu il più brutale atto guerra condotto dal più grande dogmatismo presente nel mondo: il fondamentalismo islamico. Questa tragica deriva dell'Islam nasce in Iran alla fine degli anni sessanta, quando Ruhollah Mosavi Khomeyni decreta che il martirio per la causa religiosa conduce al paradiso e alla grandezza. La guerra, che oggi combattiamo, iniziò allora ed ebbe come bersaglio l'unica libertà presente in Medio Oriente: lo Stato d'Israele. La risposta dell'occidente a questo attacco fu sempre debole, sempre piena di retorica, sempre lenta ed inutile. Anche oggi assistiamo ad un missione in Libano di cui non è chiaro lo scopo, se non quello di sperperare denaro pubblico. Cosa fanno in Libano i soldati europei? Disarmano Hezbollah? No? Allora non ha senso che stiano Li, che vadano in Afganistan, dove i dogmatici attaccano!!!! In questi 40 anni di risposte deboli, di inutili conferenze di pace i dogmatici si sono rafforzati, hanno costruito consenso ed hanno generato l'11 settembre. Dopo 3000 morti sul suolo americano, la gran parte dell'occidente si è svegliata ed ha agito in modo giusto e proporzionato. In Afganistan abbattendo un regime teocratico, in Iraq abbattendo un regime diventuo teocratico. Questa reazione ha fatto esplodere il terrorismo in tutto il mondo...tragicamente necessario...era tragicamente necessario che il nemico lo si guardasse negli occhi, che il dogmatismo avesse bocca ed orecchi. Una bocca da ascoltare ed orecchi per venire ascoltati. Solo così si può porre fine ai conflitti. |
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