Il podio cinese!

Qualcosa di anomalo è accaduto alla premiazione del Gran Premio di Formula UNO in Cina, domenica 26 settembre. Il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo, ha voluto, non solo ricevere la coppa riservata alla scuderia vincente, ma partecipare alla festa dei piloti con tanto di doccia allo Champagne.

Le modalità di questa presenza sono state ambigue e nascondevano dell'altro. Abbiamo visto in quel "farsi vedere" intenti commerciali e promozionali smodati. Per un attimo ci è sembrato vedere appiccicati ai lussuosi vestiti del neo Presidente di Confindustria adesivi della FIAT, della Ferrari stessa, della Maserati e di tutto il mondo industriale italiano.

Ebbene nulla di strano se ciò fosse avvenuto in ognuno dei paesi dove si svolgono gare di Formula Uno, ma l'apparizione è avvenuta in Cina, in quella Cina che copia i prodotti italiani, che copia impunemente lo stile italiano, in quella Cina dove i diritti civili e politici sono annullati da un regime repressivo.

Ci ha dato fastidio quel "farsi vedere" alla neo-borghesia cinese, che è tale per il semplice motivo che schiavizza milioni d'individui, costretti a lavorare 100 ore a settimana per una paga di 100 dollari al mese.

Ci siamo vergognati di quella promozione, paradossalmente avremmo preferito che l'Italia non vincesse, avremmo preferito non mostrare che l'Italia è aperta e disponibile al mercato cinese, ma tant'è la speculazione e l'arrivismo commerciale sta travalicando il giusto mercato liberale e le sue regole, conquistate con la "fatica" della storia.

Si va in Cina, perché ha incrementi di PIL del 9% contro un Europa che a fatica arriva all'1%. Si fa finta, però, di non sapere cosa c'è dietro quel 9%...

Noi non solo non facciamo questa fatica, ma lo denunciamo con forza. Dietro quel 9% ci sono 3000 individui che vengono assassinati o fatti sparire , ci sono neonati gettati ai margini delle strade, per la sola colpa di nascere femmina, ci sono un milione di malati di AIDS ed il doppio di tossicodipendenti. Nessun diritto sindacale, civile e politico, nessuna opposizione al governo, nessuna attività politica consentita. La Cina è oggi la somma dei peggiori totalitarismi della storia con le più grandi storture che il capitalismo possa offrire.

La logica dell'abbattimento dei costi ha visto nella Cina il suo paradiso. Ma a quale prezzo?

La-politica.net invita tutti gli imprenditori italiani a non andare in Cina, a non avere rapporti con la sua dittatura comunistico-capitalista, invita a resistere con le proprie forze.

La Cina imploderà su se stessa, sui suoi eccessi politici, sulle sue oppressioni, i cinesi non potranno ancora a lungo vivere nelle condizioni che la loro classe politica li ha assoggettati.

La rivolta studentesca sembra oramai lontana, ma quello spirito è vivo, lo percepiamo da piccoli segnali, da piccoli desideri spesso repressi dalla propaganda comunista.

Questo piccolo sito internet inizierà a lottare per far conoscere all'occidente democratico, quanto l'occidente commerciale è responsabile dell'ascesa cinese e dell'indecorosa speculazione che sta compiendo da oramai 10 anni.

Denunceremo quelle aziende che sfruttano gli irrisori costi della manodopera cinese, per vendere prodotti contro i quali è impossibile competere, denunceremo quelle aziende che comprano dalla Cina prodotti finiti e li rivendono con percentuali di guadagno enormi, semplicemente attaccando un'etichetta sulla confezione.

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