Zapatero tra Giuda e Pilato...

Vi è un solo aggettivo nel commentare la decisione di ritirare le truppe spagnole, annunciata dal neo premier Zapatero: criminale.

Due ragioni sostanziali costringono a questo giudizio.

- La prima consiste nell'abbandono della stragrande maggioranza del popolo iracheno che vuole autogovernarsi ed autodeterminarsi, allontanandosi da 25 anni di dittatura feroce, che era responsabile di 8000 omicidi all'anno.

- La seconda di cedere al ricatto terrorista, di osservare esattamente il loro dettato e la loro minaccia.

Zapatero ha vinto l'elezioni per una spinta irrazionale ed emotiva e con alltrettanto irrazionalità sta prendendo una decisione che uccide una seconda volta i caduti di Madrid.

Tutto ciò putroppo è ingigantito della ripercussione di forte consenso di modi e di mezzi che tale ritiro offre all'interno dello stesso mondo integralista islamico. Ritenere che le stragi di massa, i suicidi kamikaze, gli assassinii possano portare benefici politici è quanto di più pericoloso possa esistere nella lotta al terrorismo globale e globalizzato dell'integralismo di matrice islamica.

Zapatero, umorale leader, di una Spagna sconvolta dal lutto, sta offrendo al terrorismo internazionale la più pericolosa delle armi: il consenso politico.

Zapatero, novella figura a metà strada tra Guida e Pilato, sta mettendo in pericolo, ancora più di quanto non lo siano già, le nazioni, che più di altre hanno compreso l'importanza e la giustezza della lotta, in terra medio orientale, al terrorismo.

Confidiamo che il neo premier ritorni sui suoi pericolosi passi, per non mettere in pericolo non solo i suoi concittadini, ma tutto il mondo occidentale.

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