Su Bill Clinton

E' stato reso noto il rapporto della commissione d'inchiesta sull'11 settembre, dal quale si evincono le responsabilità dei servizi d'intelligence americani e si negano le responsabilità politiche delle amministrazioni Clinton e Bush.

Ebbene tutto il contrario di quello che è stato e quello che avrebbe dovuto essere.

L'11 settembre non fu un semplice attentato, di cui quella data forza o quella data agenzia avrebbero dovuto prevedere tempi e modi, ma fu un atto politico, un atto premeditato di guerra.

Non è consentito affermare, che se la guardia di turno al Check si fosse accorto dei taglierini allora si sarebbe evitata la morte di migliaia di persone. Non è consentito che una commissione di così alto profilo istituzionale trascuri le responsabilità politiche, dando importanza a sporadici ed ipotetici eventi collaterali.

I risultati della commissione sono stati esattamente l'inverso di quello che avrebbe dovuto essere.

In particolare si sarebbe dovuto evidenziare come il primo responsabile delle conseguenze politiche e sociali dell'11 settembre, risponde al nome di Bill Clinton.

Nel suo ottonnato, mentre era impegnato a fare altro, il suo finto dialogare con il mondo arabo ha allargato le distanze culturali, i suoi fasulli accordi israelo-palestinesi hanno contribuito a ergere muri ancora più alti.

Mentre s'intratteneva in affari privati, faceva tagliare i fondi alla CIA ed all'FBI, riducendo interi comparti come i servizi di analisi e di prevenzione.

La sua presidenza è costellata da mancanze e inadempienze. Non uno dei mille segnali che provenivano dal mondo arabo fu analizzato con attenzione. Clinton si limitò a lanciare qualche missile in Africa senza motivazioni profonde e senza un obiettivo di approfondita riflessione.

I quegli otto anni si potevano e si dovevano mettere in campo gli strumenti che avrebbero limitato ed impedito l'acuirsi del terrorismo islamico, ma Bill Clinton come tutti sanno era impegnato a farsi fare altro...

A Bush va se non altro il merito di aver raccolto i cocci, di aver fatto scelte dolorose, ma inevitabili, di cercare, tra errori e difficoltà, di guarire un cancro enorme già sfociato in metastasi per colpe e responsabilità non sue, ma tutte, senza oramai alcun dubbio, del suo avvenente predecessore.

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