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Progetto per l'O.N.U.

La questione Iraq ha acuito l'inefficacia ed il declino delle Nazioni Unite dal punto di vista geopolitico.

L'ONU, invece, funziona perfettamente per quello che concerne gli aiuti umanitari e la diffusione socio-culturale.

A nostro avviso più per i contrasti nel consiglio di sicurezza il declino dell'ONU è stato segnato dal continuo mancato rispetto delle sue risoluzioni.

Tale problema è molto grave, perché non è solamente l'Iraq a disattendere le risoluzioni del consiglio di sicurezza, ma svariati paesi in primis Israele.

A questo punto serve chiarezza, o le Nazioni Unite vengono ridimensionate ad osservatore super partes delle questioni del mondo oppure si deve iniziare a progettare un O.N.U. più efficace, più partecipato, in poche parole con poteri forti sia decisionali che fattuali.

Convinta della seconda iniziativa La-politica.net propone il suo progetto di organizzazione politico-democratica delle nazioni unite.

In primo luogo devono decadere i privilegi dovuti ai vincitori della 2a guerra mondiale, in particolare il diritto di veto. Sono passati quasi 60 anni dalla guerra mondiale, il mondo è cambiato, le alleanze sono diverse, la globalizzazione è piena, nessuno può porre veti, ma solo convenire sulle decisione della maggioranza.

Qui si inserisce il problema della "democratizzazione" dell'O.N.U..

Il primo problema è legato al differente "peso" sociale, politico ed economico che i vari paesi hanno. In relazione a ciò il voto della Germania non può valere come quello di San Marino.

Bisogna creare un meccanismo che distribuisca ad ogni paese un numero di voti congruo alla sua attività sociale, politica ed economica. Tale meccanismo dovrà considerare dal punto di vista sociale la Carta dei Diritti dell'uomo, assegnare di conseguenza da 1 a 100 voti in base al rispetto degli articoli. Ad esempio considerare il rispetto della libertà di stampa, della dignità dei detenuti, opportunità di realizzazione dei giovani, l'assistenza sanitaria ed il welfare, ect.

Da quello politico dovrà rispettare i precetti democratici, in primis libere elezioni, sovranità del o dei parlamenti, libero accesso da parte dei cittadini all'attività politica, la qualità della formazione scolastica. Anche in questo caso verranno assegnati a tutti i paesi da un minimo di un voto ad un massimo di 100.

Infine verranno assegnati altri 100 voti in base ai dati economici dei vari paesi. Si dovrà considerare non solo il Prodotto interno lordo, ma il tasso di occupazione, il debito pubblico, tutti i dati macroeconomici.

Ogni paese avrà, quindi, da un minino di 3 voti ad un massimo di 300 in base alla sua attività complessiva.

Il "peso" così ripartito contribuirà a formare un parlamento mondiale, nel quale tutti i paesi contribuiranno alle decisioni mondiali.

Per controllare e giudicare il "peso" di ogni paese dev'essere istituita una commissione super partes, la quale assegnerà o negherà i voti. Ogni paese potrà appellarsi a tale commissione per poter presentare istanze di ulteriori voti, in base all'attività svolta o chiedere conto di eventuali declassamenti. I membri di tale commissione dovranno essere eletti da tutti i paesi aderenti alle Nazioni Unite.

La "risoluzione" diverrà l'atto formale della maggioranza del futuro parlamento delle Nazioni Unite.

Un organismo mondiale efficace e democratico è divenuta una priorità nel mondo contemporaneo nel duplice scopo di governare una globalizzazione necessaria e per evitare singole iniziative, che seppur giuste contribuiscono alla divisione tra i vari paesi.

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