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Sulla "sicurezza energetica" Grazie ai nostri amici venezuelani, che stanno lottando contro un regime dittatoriale, abbiamo appreso di una conferenza sul Venezuela, svoltasi a Washington, il 15 marzo del 2003. L'importanza di questa conferenza è da rintracciarsi nella conoscenza da parte nostra di un progetto definito "sicurezza energetica", che, da tempi non sospetti, sta a cuore all'amministrazione Bush. Ne hanno dato spiegazione un senatore repubblicano, Conrad Burns, ed un intellettuale della Fondazione Repubblicana Heritage, vicina a G.W. Bush. Questo progetto traccia le linee giuda degli interessi petroliferi U.S.A. nel medio e breve termine. Da un lato vi è una forte riduzione dell'interesse nel Medio Oriente, infatti, lo sfruttamento delle risorse in quell'area del mondo sono scese al 15%, dall'altro un aumento dell'interesse in Russia e in Sud America. La strategia della sicurezza esige parallelamente un sempre minor sfruttamento dei giacimenti, in quelle zone del mondo, ma un sempre maggior controllo politico su quelle stesse risorse per lo scopo d'impedire l'alimentarsi dell terrorismo islamico. Il progetto, che sembra per certi versi ambiguo, perché la vicinanza tra politica e economia è strettissima, in realtà è chiaro. Gli USA vogliono controllare politicamente le risorse energetiche medio orientali, non per uno sfruttamento economico, ma per una difesa forte contro l'autoalimentazione terroristica. E' chiaro che un'appropriazione economicamente indebita delle risorse irachene, potrà solo incrementare il terrorismo. Un controllo politico dell'Iraq taglierà enormi risorse al terrorismo internazionale vicino a Bin Laden e fermerà l'alimento economico del terrorismo palestinese. |
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