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La statua La caduta della statua del Rais di Baghdad è stato un evento simbolico ed evocativo, che iscrive il 9 aprile del 2003 come giorno di liberazione per molti individui. Non possiamo esimerci dal festeggiare con una parte del popolo iracheno la caduta della capitale, ma ciò che ha più colpito non è stata la retorica delle bandiere o l'abbattimento dei simboli, ma i sentimenti di amicizia e felicità con i quali i soldati americani sono stati accolti da una parte della popolazione. Durante il video dell'abbattimento della statua di Saddam ciò che ci ha riempito di gioia è stata una donna che nell'esaltazione generale ha consegnato un fiore ad un marine. Questo gesto sebbene a margine dell'evento rappresenta, a nostro avviso, la più grande speranza di pacificazione per quell'area del mondo che da 1700 anni si pone in antitesi battagliera all'occidente. Siamo perfettamente consci che la maggioranza delle popolazione arabe guardano agli Usa ed all'occidente come invasori, ma se anche una piccola minoranza può essere educata alla convivenza ed alla democrazia, questo sarà un grande passo per il futuro del mondo. Da sempre le religioni dogmatiche sono state acerrime nemiche della pace e della convivenza, in quanto la sostanziale appartenenza ad una religione integralista è il primo viatico per un razzismo irrazionale e un astio pregiudiziale. Il cattolicesimo radicale nel passato e l'islamismo integralista di oggi rappresentano le difficoltà più grandi alla pace tra i popoli. Gli alleati occidentali sono riusciti con una tra le più brevi guerre della storia ha donare al popolo più laico del medio oriente la possibilità di autodeterminarsi democraticamente, di aprire i loro saperi al dialogo interetnico ed interreligioso. La grande speranza per il futuro è da rintracciarsi nel fatto che la laicità democratica invada tutto il mondo. Ancora una volta è da rimarcare un atteggiamento dogmatico e fazioso di parte dell'opinione pubblica occidentale, che evidentemente non ama la democrazia e la libertà, ma è solidale con lo statalismo e la repressione dell'ego individuale. Questi atteggiamenti sono a nostro avviso confluiti in una parte della cronaca di Giovanna Botteri, la quale descrivendo il gesto del soldato americano che copre il volto della statua di Saddam con la bandiera a stelle e strisce, ha parlato di "gelo" tra manifestanti iracheni, quando al contrario si sono fortemente udite grida di giubilo, rimarcate tra l'altro da Lilli Gruber. |
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