Sul petrolio in Iraq

Molti cittadini sono contrari alla guerra, perché ritengono che gli U.S.A. siano spinti da interessi economici, attirati cioé dalle risorse petrolifere dell'Iraq.

E' proprio così gli U.S.A. devono abbattere Saddam per il suo petrolio.

Non, però, nella prospettiva che intendono i non interventisti, ma nell'ottica di togliere potere economico ad un dittatore senza scrupoli.

L'Iraq nel 2001 ha guadagnato dal commercio del petrolio circa 24.000 miliardi di vecchie lire, (fonte O.P.E.C.) nonostante un duro embargo, causato dalla guerra del 1991.

La-politica.net considera criminale, che un dittatore omicida detenga un potere potenzialmente smisurato. Ciò pone gravi pericoli non solo per Israele, ma per tutto il mondo.

Se dovesse finire l'embargo o Saddam disponesse di tutte le sue risorse petrolifere, che ammontano a 112.500 milioni di barili di greggio, le conseguenze potrebbero essere gravissime.

Infatti, sempre analizzando i dati dell'O.p.e.c., gli Emirati Arabi, che possiedono 97.000 milioni di barili, incassano ogni anno circa 44.000 miliardi di lire. La Nigeria, che detiene 31.500 milioni di barili, incassa la stessa cifra dell'Iraq.

Facendo calcoli approsimativi e tendenziali, un pieno sfruttamento delle risorse irachene farebbero entrare nelle tasche di Saddam 96.000 miliardi di lire all'anno.

Chissà se Mussolini ed Hitler avessero avuto tali cifre cosa avrebbero combinato...

Meditate gente!!!

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