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Guerra legittima? In Italia da quando governa il centro-destra è stata riscontrata una grave sindrome che colpisce le persone anziane, che si occupano di politica. Da consuetudine i vecchi rappresentano la saggezza, incarnano la riflessione rispetto all'improvvisazione, la pacatezza all'invettiva, l'intelligenza alla stoltezza. Invece, nel nostro paese, accade che grandi vecchi invertano la consuetudine. Il compianto Montanelli si lanciò in offese fuori luogo e fuori raziocinio nei confronti di Silvio Berlusconi, i grandi giornalisti Giorgio Bocca ed Enzo Biagi ogni giorno si rendono protagonisti di invettive sanguinarie, paragonando il premier a Mussolini e la maggioranza di governo al fascismo. Addirittura Bocca auspica che il premier faccia la fine di Hitler. In questi giorni come un colpo di teatro il senatore a vita, Francesco Kossiga, riceve il plauso del centro-sinistra e dei rifondatori del comunismo. Kossiga ha presentato una mozione in Senato, che accusa di mancanza di legittimità un eventuale appoggio dell'Italia agli Stati Uniti nella guerra in Iraq. Ebbene non comprendiamo le ragioni di questa mozione, in quanto non solo l'azione militare è legittima per 12 anni di risoluzioni dell'O.N.U. violate dall'Iraq, ma per il contenuto esplicito della risoluzione 1441, che autorizza con il termine "gravi conseguenze" un intervento militare in favore di un disarmo forzato del regime di Saddam. La-politica.net da sempre vicina alla filosofia platonica, al suo "buon senso" migliore di qualsiasi legge, considera legittimo l'intevento militare in nome dei 1.000.000 morti in 25 anni di regime (senza considerare la guerra in Iran), in nome degli 8000 individui, che ogni anno dall'Iraq scompaiono, in nome di 27 milioni di iracheni oppressi da una singola brutale famiglia, in nome di 3500 liberi cittadini americani, uccisi in nome di deliranti precetti religiosi, in nome di cittadini liberi ed innocenti, che rischiano la vita per deliri d'onnipotenza dogmatico-religiosi. La guerra preventiva è necessaria dopo l'11 settembre, Saddam non si è mai dissociato da questo atto di guerra, anzi ha detto che non se ne vergogna. La guerra è sempre una sconfitta, ma vi è una sconfitta peggiore: la mancanza della libertà. L'11 settembre ha ferito profondamente la libertà. Per evitare che il fondamentalismo politico-religioso dopo l'Afghanistan si rinforzi è legittimo in senso giuridico, morale e politico intervenire in Iraq ed in tutte quelle zone del mondo dove è messa in discussione il primo principio della libertà: la possibilità di critica. |
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