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Americhe Aggiornamento sulla situazione in Venezuela Lunedi'
9 giugno alle 23,55 RAI TRE trasmetterà un programma dal titolo:
"Caracas, Venezuela sull'orlo di una crisi di nervi".
La presentazione dice testualmente: "un paese spaccato in due: gli scioperi che hanno bloccato Caracas per mesi hanno messo in ginocchio l'economia, aumentato i contrasti politici e ampliato le disuguaglianze" E' abbastanza tipico di RAI 3 usare le notizie in maniera faziosa, è peculiare che durante gli scioperi le loro notizie sottolineassero le dichiarazioni di Chavez e Rangel che dicevano che il paese non era paralizzato e che PDVSA continuava a lavorare, adesso, invece, la causa del disastro venezuelano sono stati gli scioperi come se i venezuelani avessero fatto sciopero perche' erano annoiati di stare troppo bene! 04/06/03
Una commissione di Human Rights Watch si è recata in Venezuela,
si è incontrata con vari rappresentanti del Governo e sono arrivati
alla seguente conclusione: -Alcuni regolamenti che il Governo pretende
applicare violano le norme relative alla liberta' di espressione protette
dai trattati dei diritti umani rattificati dal Venezuela
-Altri regolamenti si adattano a ragioni tali come la protezione dell'ordine pubblico per le quali si potrebbe restringere in effetti la libertà di espressione, cio' nonostante è preoccupante che si possa interpretare ampliamente l'espressione "incitazione alla ribellione" ed applicarla alle dure critiche contro le autorità o all'appello a partecipare a manifestazioni non violente di protesta. -L'organismo creato per investigare le infrazioni delle emittenti ed applicare sanzioni legali dipende totalmente dal potere esecutivo e non offre garanzie di totale imparzialità e indipendenza. -Con l'intenzione di proteggere i bambini dai programmi violenti si impongono eccessive restrizioni durante l'orario protetto (dalle 6am alle 8pm). -La proibizione di "contenuti che promuovano o incitino a non rispettare le istituzioni o autorità legittime" è una forma per l'autocensura a discapito della diversità e dinamica del dibattito pubblico. -I canali che hanno promosso, difeso o incitato all'alterazione dell'ordine pubblico possono essere sospesi fino a 48 ore se si tratta della prima sanzione, se si applica in maniera amplia questa sanzione può comportare la sospensione della licenza al canale che difende le attivita' di protesta o esprima opinioni critiche contro il governo. Anche questa decisione potrebbe provocare un'autocensura generalizzata. -L'istituto di radio e televisione che si creerà conforme al progetto di legge non offre sufficienti garanzie di indipendenza per attivare in difesa dell'interesse pubblico e non degli interessi politici del partito di governo. Questi sono alcuni punti che rendono la proposta di legge molto pericolosa per la libertà di espressione in Venezuela soprattutto per le televisioni visto che per la carta stampata il governo ha già trovato il modo di zittirla con il blocco della concessione di dollari per la quale i giornali si trovano senza carta. Questa proposta di legge assomiglia molto a quella vigente a Cuba e sappiamo molto bene come sia la libertà di espressione nell'isola. Barbara
Bessone UN PICCOLO ESEMPIO DELLA STRATEGIA DI CHAVEZ: STA METTENDO IN GINOCCHIO TUTTA L'INDUSTRIA PRIVATA ALIMENTARE CON LA CREAZIONE DI COOPERATIVE DI STATO, CHE RIVENDONO DIRETTAMENTE ALLA POPOLAZIONE. UN MONOPOLIO INSOMMA. (FOTO PRODOTTI DI STATO) IN ALCUNE ZONE PERO' E' CAPITATO CHE LA POPOLAZIONE MANDA VIA I CAMION CON GLI ALIMENTI "BOLIVARIANOS" A SUON DI LANCI DI PIETRE, PREFERISCONO NON MANGIARE CHE CIBARSI DA BOLIVARIANI, MA NON SO QUANTO POSSANO RESISTERE ALLA FAME. NELLE ZONE AGIATE QUESTI CAMION NON ARRIVANO, MA NON ARRIVA NEMMENO IL CIBO PERCHE' ORMAI I DEPOSITI SONO VUOTI. Ancora
una volta la comunità italo-venezuelana è rimasta delusa
nel vedere che sui telegiornali italiani non si sia fatto cenno a ciò
che è accaduto a Caracas nella marcia che si è celebrata
per festeggiare il 1 maggio.
Naturalmente in Venezuela ci sono stati due cortei, uno dei simpatizzanti del governo ed uno dell'opposizione. ma entrambi festeggiavano il 1 maggio. Nella manifestazione dell'opposizione c'è stata un'agressione ed è morta una persona mentre molte altre sono risultate ferite. La persona morta era Numar Ricardo Herrera di 46 anni, operaio edile, impiegato nella compagnia Ferrocarrilera Tuy N. 1, dei Valles del Tuy, Stato Miranda, dove fungeva da Delegato Sindacale. Secondo testimoni che hanno presenziato il fatto, una moto con a bordo due persone ha ricevuto il permesso di passare una barriera di DISIP, mostrando un permesso, si è avvicinata ai manifestanti ed ha sparato al sindacalista. Inoltre funzionari della DISIP hanno iniziato a sparare per permettere agli agressori di fuggire. La versione del governo, invece, è che c'è stata una lite tra i manifestanti, sfociata in una sparatoria. E' evidente che ancora una volta il governo venezuelano da una versione manipolata a sua convenienza e come al solito il popolo venezuelano deve subire. Barbara Bessone 29 APRILE 2003 1.- LE RAFFINERIE DI JOSE E DI AMUAY IN DIFFICOLTA': ESPLOSIONE E 2 FERITI NELLA PRIMA E FERMO DI 2 SETTIMANE PER LA SECONDA. (EL GLOBO ) 2.- CHAVEZ CHIAMA AL "FRONTE DI APPOGGIO" PER LA RIVOLUZIONE NEL PROGRAMMA DOMENICALE ALO CIUDADANOS . ( ULTIMAS NOTICIAS ) 3.- SINDACO DI BARUTA, CAPRILES RADONSKY, E DEPUTATI DELL'OPPOSIZIONE DICHIARANO "INTROMISSIONE INSOLENTE" L'OPERATO DELL' AMBASCIATORE CUBANO IN VENEZUELA. LO ACCUSANO DI AVERE PIU' POTERE DI UN MINISTRO E DI DISOBBEDIRE ALLE ISTITUZIONI LOCALI. INFATTI, UNA MANIFESTAZIONE PACIFICA DAVANTI ALL'AMBASCIATA CUBANA E´STATA DISPERSA DALL' AMBASCIATORE CON L'AIUTO DEI CIRCULOS BOLIVARIANOS DA LUI SOLLECITATI AD INTERVENIRE. ( DIARIO 2001 ) 4.- CARLOS ORTEGA ANNUNCIA IN TV UN PROSSIMO RITORNO IN VENEZUELA DOPO ESSERSI INCONTRATO CON IL SUO VICE MANUEL COVA AD ARUBA. HA RISPOSTO ALL'OPPOSIZIONE VENEZUELANA CHE LO RIMPROVERA DI AVER LASCIATO IL PAESE DI ESSERE FUGGITO PERCHE´IN PERICOLO DI MORTE. (EL NUEVO PAIS ) 5.- ANCHE I DETENUTI PROTESTANO CONTRO IL GOVERNO DI CHAVEZ CHE HA PORTATO AD UN FORTE DETERIORAMENTO DELLE CONDIZIONI NELLE CARCERI (GIA' MOLTO PRECARIE). 700 FAMILIARI SI ASSOCIANO E SI AUTOSEQUESTRANO NEL CARCERE DI TOCUYITO. 6.- PERU' CONCEDE ASILO POLITICO A DUE NUOVI MILITARI DISSIDENTI. (NOTITARDE) 7.- LULA PRESSIONA CHAVEZ DI ACCETTARE IL REFERENDUM, DOPO ACCORDO BILATERALE FIRMATO PER LA CREAZIONE DI RAFFINERIA VENEZUELANO-BRASILIANA. (REPORTE DIARIO DE LA ECONOMIA ) SCHIAFFO
A CHAVEZ
In San Fernando de Apure non si parla d'altro da venerdì scorso. Hugo Chavez si è recato in quella città, tra le altre cose, per inaugurare la scuola Cristo Reu. In mezzo all'isterismo che ancora il leader provoca in un settore della popolazione, una donna gli si è avvicinata e sembrava volerlo abbracciare e baciare. A soli pochi centimetri di distanza e con grande sorpresa dei gorilla della sicurezza del Presidente, la signora ha aperto la sua mano e con tutta la sua voglia, come si direbbe in buon venezuelano "con tutta l'anima" gli ha stampato uno schiaffo a Hugo Chavez. Le guardie civili sono state le prime a reagire. Immediatamente hanno bloccato la signora mentre la scorta uniformata disperdeva il resto delle persone. La signora è stata portata immediatamente alla sede della polizia politica-DISIP-in San Fernando. Mentre era detenuta, Chavez deliberava con i suoi assessori sul da farsi. Davanti allo scandalo che era scoppiato, e l'evidenza che il cordone di sicurezza era stato violato, oltre al fatto che è stato stabilito con questo fatto il grado di rifiuto e violenza che Chavez ispira, si è deciso di lasciare libera la signora e "diffondere" la notizia che la signora in questione "si è mostrata un pò aggressiva per l'emozione che ha risvegliato la presenza del presidente." La verità è che dopo l'atto di inaugurazione nella scuola, era programmato un incontro con la "Fedecamaras parallela" che svolge le funzioni in Apure, e la sicurezza è stata rinforzata in modo evidente, oltre a restringere l'accesso alle persone che incluso erano state invitate previamente. Infine, la signora si è data un piacere ed è diventata l'eroina nello Stato Apure. 07/04/03 Attrezzature antiquate e carenza di materiale ospedaliero danneggiano severamente la cura dei pazienti. Il Governo deve 6 miliardi all'Ente. L'acuta crisi, che attraversa attualmente l'ospedale Miguel Perez Carreno non ha confronti nella storia. Senza materiale ospedaliero nè farmaci, con numerose attrezzature danneggiate ed una istallazione gettata nell'abbandono, i medici dell'istituto non sanno più a quale autorità ricorrere per riuscire a recuperare l'operatività e riscattare anche solo in parte la qualità persa. In una delle tante gestioni, un gruppo dei suoi rappresentanti si è riunito in febbraio con Carlos Ocanto e Pedro Alcalà, direttori dell'Assistenza Medica e Salute dell'IVSS. Hanno richiesto l'assegnazione di finanziamenti per dotare l'ospedale e che la Guardia Nacional sorvegliasse l'area di pronto soccorso, viste le incursioni di delinquenti che hanno messo in pericolo il personale ed i pazienti. I funzionari della Sanità, dal canto loro, si sono promessi ad acquistare prima del 31 marzo 4,5 miliardi in materiale ospedaliero, attrezzature e medicine. Ciò nonostante, la data è passata e i medici stanno ancora aspettando la promessa. L'internista Miriam Aguirre ha denunciato che continuano ad avere la stessa carenza, "ogni giorno la situazione peggiora, siamo in uno stato caotico; le attrezzature non servono, non c'è manutenzione e non si aggiustano. Non ci sono pacemakers né cateteri I pazienti che necessitano di questi, stanno morendo. "loro (le autorità) affermano che stanno comperando macchinari, ma questo non è vero: alle due macchine di ecografia che si sono danneggiate non si sono nemmeno elaborati ordini di acquisto", dichiara Aguirre.Non ci sono apparecchiature per elettrocardiogrammi ne pompe di infusione. "e nemmeno possiamo fare studi di emodinamica o impianti perché non c'è condizionatore d'aria. Gli ammalati devono andare in cliniche private e pagare gli esami. Inoltre i pazienti devono procurarsi le suture, medicine e siringhe per poter essere curati, ciò significa un vero dramma, visto che il Perez Carreno è usato da un milione e mezzo di abitanti di Caracas con poche possibilità economiche. E' una catena di calamità che si viene trascinando l'ospedale emblema della Sanità, calamità che si è aggravata negli ultimi anni, e lo ha portato a funzionare appena in un 20% delle sue capacità. Di venti padiglioni, sono in funzione solo 4; l'infrastruttura ha bisogno di una ristrutturazione approfondita da ormai 4 anni, le attrezzature sono ormai catorci (perché antiquate e per mancanza di manutenzione) i servizi sono collassati e la qualità dell'assistenza ai pazienti è decaduta. Coscienti della loro responsabilità, i capi del servizio non sono voluti essere complici di questo disastro e da più di un anno si sono dichiarati sull'orlo della chiusura. Le autorità in quel momento hanno deciso di intervenire ma senza apportare soluzioni. A dicembre del 2002, il Governo aveva un debito verso l'ente di 6 miliardi di bolivares, al quale si aggiungono i debiti multimilionari che le imprese statali hanno per il pagamento dei contributi dei lavoratori pubblici delle imprese statali (corrispondenti ai contributi dell'IMPS italiano) , così come quelli delle migliaia di imprese private che hanno chiuso i battenti. Tutto questo ha portato il popolare Pescozon (altro ospedale statale) alla bancarotta finanziaria. Come colmo, da 45 giorni non vengono pagati i salari del personale ed hanno tolto lo straordinario notturno Perez Carenom UN
GIOIELLO di Patricia Poleo
La foto, appartiene alla archivio giudiziario dell'anno 1989, e specificamente del 4 maggio, è stata fatta alla Policia Tecnica Judicial (PTJ) a Mikel Jose' Moreno Perez, C.I. V-6.652.632, che in quel periodo viveva, secondo la scheda della polizia, nel Bloque 14, piano 2, appartamento 201, scala 1 UD-7,Ruiz Pineda. Il procedimento penale è il n. C5527755, e lo indica come responsabile della morte di Ruben Gil Marquez, giovane ucciso durante una sparatoria accaduta in una zona residenziale nel centro di Caracas. Questo è il secondo caso giuridico di Mikaek Moreno. La rivoluzione di Hugo Chàvez è passata sopra alla legislazione che impedisce a cittadini con precedenti penali di esercitare incarichi di Potere Giudiziario e Mikael Moreno si è stato nominato Giudice di Controllo per portare a termine la missione di arrestare il presidente di FEDECAMARAS Carlos Fernandez e della CTV, Carlos Ortega. Nuova Gestione PDVSA (traduzione letterale) L'impressionante arroganza del governo nel pensare che è in capacità di operare PDVSA incluso dopo aver licenziato 16.000 dei suoi impiegati più capaci, sta causando grandi danni in tutta la catena dell'affare petrolifero. Negli ultimi giorni sono iniziati ad emergere i complessi grattacapi che si e' cercato il governo licenziando praticamente tutto il personale specializzato dell'area di marketing. Si potrebbe pensare che l'ultima parte del processo sarebbe una delle piú convenienti per il governo, giacché si trata semplicemente di vendere un prodotto di alta richiesta nel mercato. Pero nell'affare petrolifero non c'é nulla di semplice e la PDVSA rivoluzionaria sta facendo fronte ogni volta a problemi piú seri per vendere il poco petrolio che produce. In un primo momento, il governo ha pensato che poteva affrontare la crisi incaricando della commercializzazione a Pepex, un'impresa di compra-vendita di petroleo per internet, con sede a Miami. Quello che il governo non ha preso in considerazione é che questo si sarebbe prestato a che gli intermediari comprassero petrolio venezuelano per rivenderlo, aprendo troppo il campo per la manipolazione del prezzo del crudo venezuelano. Infatti, é stato quello che é successo. Secondo l'informazione dell'agenzia Platts, al trasferire il marketing all'internet, si é verificata un'inondazione di crudi venezuelani come il Mesa 30, il Santa Barbara e il Boscán, i cui prezzi sono calati bruscamente, causando danni al patrimonio dello Stato venezuelano. Il grado Mesa 30, per esempio, che in condizioni normali si quota circa $2 al di sotto del crudo di riferimento, il West Texas Intermediate, é arrivato a vendersi fino a $7 al di sotto del WTI come conseguenza della cattiva gestione del marketing. Platts informa che, allarmate da queste irregolaritá, le autoritá della nuova PDVSA stanno cercando di trasferire le responsabilitá del marketing dal Pepex al braccio di commercializzazione di CITGO, la sussidiaria americana di PDVSA. Peró questo cambio comporta pure una serie di difficoltá tanto pratiche come legali. Per esempio, il cambio convertirá il crudo venezuelano in un bene tassabile dal governo degli Stati Uniti (Che nazionalismo economico quello di questa gente!). il problema risiede nel fatto che mentre le autoritá venezuelane cercano di vedere come aggiustano il caos nel sistema di commercializzazione, i compratori tradizionali negli Stati Uniti ed in Europa non sanno letteralmente come fare per acquistare il crudo venezuelano. Eccellente l'immagine che si proietta ai soci commerciali di PDVSA. non vi sembra? VenEconomía Opina 18/03/03
Il problema della mancanza di acqua a Caracas è estremamente grave.
La diga di CAMATAGUA fornisce acqua a Caracas ed a tutta l'area centro
nord del paese includendo lo stato Vargas e parte dello stato Miranda.
La situazione è estremamente grave perchè se già la città soffre sporadicamente di razionamenti d'acqua, questo è il più grave in assoluto ed è considerato la "crisi finale". Di certo le scarse precipitazioni non sono colpa di nessuno, ma questa situazione era già stata prevista da tempo dal precedente presidente di Idrocarburi, Jose' Maria De Viana. Dall'anno 1998 si era elaborato un progetto idraulico alternativo che si sarebbe dovuto mettere in atto nell'anno 2000. Richiesta via e-mail del documento sulla diga con foto dell'attuale livello dell'acqua Barbara Bessone "PROVE
CONTRO CHAVEZ NELLA AUDIENZA NAZIONALE SPAGNOLA"
Sono stati ricevuti in Spagna, dal Giudice Baltazar Garzón, i venezuelani che avevano introdotto accuse per le morti dell'11 aprile del 2002 e del dicembre 2002 e crimini di lesa umanità durante le manifestazioni contro il governo. I venezuelani con i loro avvocati hanno consegnato ieri video, evidenze e testimonianze di circa 40 vittime del governo chavista. Uno dei firmanti, il signor Merhi, padre di una delle vittime dell'11 aprile scorso, quando almeno 18 persone morirono a causa degli spari effettuati da francotiratori e "pistoleros" appostati davanti a Miraflores ha informato l'agenzia di informazioni EFE di essere stati ricevuti dal noto giudice con molto interesse. Si spera che l'accusa presentata in Spagna, dato che alcune delle vittime avevano la cittadinanza spagnola, prosegua il suo corso perché "non contraddice i fondamenti dello Statuto di Roma, quando si parla di crimini di lesa umanità e violazioni dei diritti umani". A questi si è unito anche il sacerdote Juan Manuel Fernandez, che afferma di essere stato vittima di un attacco la settimana scorsa, nel quale è risultato ferito, dopo aver ricevuto numerose minacce da quando ha deciso di denunciare pubblicamente la persecuzione del canale tv che possiede la Conferenza Episcopale del Venezuela. Fernandez ha assicurato di essersi unito alla accusa spagnola "per risvegliare la coscienza del tribunale che deve intendere che i crimini di lesa umanità contemplati nello Statuto di Roma, rientrano in causa della giustizia spagnola. "Ha inoltre affermato che si sta cercando di poter parlare con le istituzioni internazionali per quanto riguarda i problemi del Venezuela dato che nel paese sono "sequestrati" tutti i poteri pubblici dal Potere Esecutivo (Chàvez) e che i venezuelani hanno perso le speranze nella giustizia del paese. Inoltre con l'atteggiamento dei membri del governo intorno alla "Mesa de Negociaciones y Acuerdos" presieduta dal Segretario della Organizzazione degli Stati Americani (OEA/OAS) il quale dopo uno sciopero della fame iniziato dal Signor Merhi e durato 9 giorni, si era offerto personalmente d'intervenire, è adesso messo in disparte e le minacce continuano. " Non c´ e' nessuna ricerca da parte degli organismi competenti in Venezuela sui colpevoli " dichiara il Signor Merhi. Il gruppo di venezuelani ricevuti dal giudice Baltazar Garzón ha inoltre dichiarato che " lo sciopero generale durato 63 giorni è stato necessario per limitare i fondi del governo di Chàvez, che vengono usati per armare i circoli bolivariani e le guerriglie ". Isabella Olivieri CHI E' ALI RODRIGUEZ ARAQUE, IL PRESIDENTE DI PETROLEOS DE VENEZUELA nato il 09-09-1937, viene chiamato "Comandante Fausto". E' stato organizzatore di atti terroristici in Caracas come attivista del Partito Comunista Venezuelano e delle FALN. Nel dicembre del 1965 forma parte del Fronte Guerrigliero "Manuel Ponte Rodriguez" come Capo del Distrito Militare N. 6. E' tecnico in esplosivi. Nel 1966 si integra al Partito della Rivoluzione Venezuelana (PRV) marxista-leninista. Nel 1967 partecipa ad un incontro con l'Esercito sulle montagne di Aroa, Quebrada de Tupe. Quello stesso anno è nominato uno dei Capi del Comando Strategico di Sabotaggio delle FALN. Era solito rappresentare Douglas Bravo nelle riunioni con Capi Guerriglieri. Nel 1969 comanda una Colonna Guerrigliera nello stato Falcon e si unisce alla Colonna di Eligio Sibada (a) Comandante Magoya. Forma parte di una organizzazione clandestina denominata "Comando Congiunto di Operazioni" integrata dagli attivisti delle FALN e del Fronte Patriottico di Liberazione. Nel 1970 sviluppa attivita' di Comando ed Esecuzione come integrante del Fronte Guerrillero "Antonio Jose' de Sucre" nell'oriente del paese. Nel 1937 partecipa attivamente al sequestro dell'industriale Carlos Dominguez in Caracas. Quello stesso anno coordina le attivita' terroristiche della FALN nell'oriente del paese. A marzo del 1974 è implicato nell'incendio della Almacenadora "Caracas". Ricercato attivamente per il delitto di Ribellione Militare e connessi. Partecipa al Colpo di stato del 4 Febbraio e 27 Novembre 1992. Ultime notizie, delle quali posso confermare la mia fonte, ma non appare sui giornali, l'uccisione dei 3 militari dissidenti è avvenuta dentro il Fuerte Tiuna. Inoltre, questo detto per radio, il generale Garcia Carneiro sta disarmando molti militari di basso rango del suo contingente, come e' stato fatto alla Policia Metropolitana. Oggi Chavez ha condecorato altri militari. Avranno paura? Corrono voci di "alzamiento militar". E' anche vero che queste voci corrono da tanto tempo, ma agli ufficiali pare non sia proprio piaciuta la faccenda delle torture ed uccisioni al Fuerte Tiuna. Isabella 24/02/03 Prima chiusura di emittente radio in Venezuela Parla Adelso Sandoval. Il responsabile della stazione radio di El Hatillo che oggi ha chiuso Conatel ha denunciato la censura contro uno spazio radiofonico da lui condotto. Il giornalista Adelso Sandoval, incaricato della stazione comunitaria di El Hatillo che oggi Conatel ha chiuso in forma definitiva definisce l'azione come una "zampata" del Governo. Durante la prima incursione contro la stazione radio, Conatel ha interrotto un'intervista che Sandoval stava facendo a Levy Benshimol, presidente del Collegio Nazionale dei Giornalisti, e ad Enrique Mayer, avvocato costituzionalista. Conatel allega che la chiusura della stazione radio è dovuta ad irregolarità fiscali, perché la stazione radio avrebbe operato fuori dagli schemi corrispondenti alle radio comunitarie. Adelso Sandoval crede che tra non molto resterà in Venezuela una sola stazione radio, una sola televisione ed un solo giornale, tutti quelli che seguono la linea di Governo. Le statistiche ed i dati sono spesso non esaustivi della situazione politica e sociale di un paese, ma contribuiscono a rafforzare un opinione o un'idea. Le cifre del Venezuela, infatti, rafforzano l'idea che il presidente incarica, Chàvez, sta portando il paese verso un inesorabile declino non solo economico, ma soprattutto sociale. Al lettore, quindi, la posibilità di visionare i dati e le statistiche del Venezuela: Dal giorno 2 febbraio si è iniziato a raccogliere le firme in Venezuela ed in tutto il mondo per combattere ancora una volta in modo democratico e pacifico, il governo di Chàvez. Da subito il presidente Chàvez ha dichiarato con sarcasmo che il referendum non si sarebbe ottenuto e che a lui non faceva paura. Da ieri pero' funzionari municipali, accompagnati da poliziotti, hanno fatto irruzione in vari centri, sia in Caracas che nell'interno del paese, dell'organizzazione che custodisce le schede firmate per sequestrarle e distruggerle. Questo, quindi, dimostra quanto Chàvez in realtà tema per l'enorme numero di firme già raccolte e quanto ancora una volta faccia uso di metodi "poco democratici" per distruggerli. Barbara Bessone Caracas, 4 Febbraio 2003 Oggi, a Caracas, è ricoverato in una clinica privata Osmar Sanchez di 26 anni ferito da un fuoco artificiale ribattezzato "Bin Laden" dal popolo venezuelano per la sua violenza, lanciato domenica scorsa durante il Firmazo in mezzo ad un gruppo di persone scoppiando in faccia a questo ragazzo. Ha perso la vista all'occhio destro e si sta facendo del tutto per savargli quello sinistro. Osmar stava firmando la richiesta della nostra libertà. Chavez lo sa , come sa che ci sono altri feriti (fra cui alcuni membri della Polizia Metropolitana) colpiti dai suoi gruppi violenti. Finge di non saperlo però e continua a sfidare ed a provocare la reazione della popolazione per poi dire al mondo (come ha fatto ad aprile) che l'opposizione è golpista. L' unico golpista qui in Venezuela dal 1992 e' stato e continua a essere soltanto lui. Già perchè proprio oggi, 4 febbraio, nefasto anniversario per la democrazia venezuelana lui ed il suo governo stanno celebrando a festa questa data fatidica in cui morirono un gran numero di persone innocenti. Ne vuole fare una vera festa nazionale ricordando il suo passato di militare golpista. Una festa, che il resto della nazione non approva e non celebra dichiarandola come giornata di lutto nazionale. Quale delle due versioni, mi domando sarà diffusa all'estero ? Quali mezzi di comunicazione avranno il cinismo di raccontare ciò che sta facendo la dittatura di Chavez, oggi? Si dirà che Osmar è ricoverato in una clinica privata in quanto oligarca golpista come lui ama definire tutti gli oppositori? O verrà detto come è vero, che gli opedali pubblici non hanno nè lenzuola nè materassi, nè medicine nè strumenti medici e che sono sprovvisti di tutto e che mancano di condizioni per poter funzionare ? Verrà detto come è vero, che il governo del "Popolo e per il Popolo" come si auto definisce il gruppo di collaboratori di Chavez, non assolve nessuno dei propri compiti, neanche quelli essenziali?. Vorrei fare una domanda alla Gigl: questo è un governo che voi appoggiate? Questa dittatura violenta, agressiva, amorale e corrotta? Questi sono i vostri "ideali "? Ed al Signor Fausto Bertinotti che è venuto a Caracas ad appoggiare Chavez nel mese di novembre quando tutto il paese si preparava allo sciopero generale in protesta contro gli abusi del governo, vorrei chiedere: lo sa che dopo che lei e' partito la comunità italiana residente in Venezuela ha fatto riunioni e comunicati distanziandosi dalla sua posizione? Non posso credere che ci sia qualcuno, nessuno al mondo, che a conoscenza dei fatti possa approvare la gestione di Chavez come Presidente di un paese. E spero che le quasi 5 milioni di firme raccolte in un solo giorno nel Firmazo di domenica 2 Febbraio in tutto il Venezuela aprano gli occhi del mondo e smuovano le coscienze di molti. Isabella Olivieri (01/02/03) Non posso fare a meno di rinnovare il mio appello, ogni volta piú angosciato, con rispetto agli eventi che si succedono in Venezuela. Il governo, in queste ultime settimane, sta minacciando seriamente i “mezzi di comunicazione”, parliamo di stazioni televisive, radio e stampa. Le minacce si protraggono da mesi, ma adesso si stanno intensificando e giá esiste un progetto-legge, introdotto all’assamblea per l’approvazione, che si riassume in una censura sugli articoli giornalistici e soprattutto sui programmi televisivi. Ovviamente un governo dittatoriale non puó tollerare che i cittadini vengano informati giornalmente dei soprusi che commette e di tutte le violazioni alla legislazione che accadono. È impensabile che rimanga indifferente davanti alle trasmissioni dove si vedono personaggi dei suoi circoli armati sparare sulla folla, oppure generali dell’esercito aggredire alle donne in una manifestazione. I mezzi di comunicazione sono diventati i nemici di Chavez, perché mostrano quello che lui vorrebbe nascondere agli occhi del popolo, che ogni volta di piú si accanisce contro di lui. Oggi pomeriggio, nuovamente, Caracas è stata protagonista di una marcia lunghissima, meravigliosa, multitudinaria. Migliaia di bandiere, cartelloni e canzoni di speranza danzavano fra le centinaiaa di migliaia di “caraqueñi” che arrivavano dalle diverse zone della cittá, in appoggio ai MEZZI DI COMUNICAZIONE, che sono i nostri occhi e il nostro udito. Sono uno dei sottilissimi fili che ancora ci mantengono uniti alla libertá e alla democrazia, che noi difendiamo giornalmente con marce pacifiche, che non si estingueranno finché non si accenda la luce delle elezioni, nostra unica speranza. Oggi a Caracas, per combinazione si trovava il gruppo dei rappresentanti dei Paesi Amici del Venezuela. Avranno visto con i loro occhi, qualcosa che sono sicura non si é mai vista in un altro paese del mondo: Un gran desiderio di libertá, accompagnato da un immenso civismo, da un profondo rispetto per la pace, da un fermo proposito della non-violenza, da mostrare al mondo , perché si capisca all’estero che l’ UNICA cosa che chiediamo é riuscire a convocare ed effettuare le elezioni. Il referendum consultivo del prossimo 2 di febbraio, che ci è stato sequestrato con una grigia manovra del governo, si effettuerá "ugualmente," la prossima domenica. I partiti politici dell’opposizione, aiutati dalla societá civile lo hanno convocato ed organizzato. Tutta l’opposizione sta collaborando per preparare i formulari, per trasportarli, per essere i guardiani dei centri di votazione. Sappiamo che questo referendum, chiamato EL FIRMAZO, poiché stamperemo la nostra firma per sollecitare le elezioni, non ha nessun valore legale. Ma avrá un grande valore morale, poiché si raccoglieranno firme in tutti gli angoli del Venezuela. Il governo, nel frattempo, sta convocando per quel giorno delle assamblee di chavisti davanti ad ogni centro elettorale, per impaurire, per minacciare, per evitare che si raccolgano le firme. Per noi, sará un’altra piccola vittoria, screditata sicuramente dalle voci ufficiali. Ma NOI, che ormai sappiamo con certezza, che siamo l’85% dei venezuelani, continueremo instancabili la nostra lotta pacifica e non permetteremo che ci calpestino i nostri diritti civili. Linda Bombaci |
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