VERTICE UE- AMERICA LATINA E CARAIBI

L'alleanza strategica fra UE e America latina esce rafforzata dal vertice di Madrid che riunisce una cinquantina di capi di Stato e di governo, con una sola assenza, quella di Fidel Castro impegnato in patria.

Sono state state poste le basi per una maggiore cooperazione contro il terrorismo e il narcotraffico che ha portato alla fine a iscrivere la FARC e l'ELN nella lista delle organizzazioni terroristiche colpevoli nei mesi anteriori al verice di numerosi massacri, il promotore dell'iniziativa, il presidente uscente colombiano Pastrana, esce vincitore da questo vertice. Dal punto di vista economico il vertice non ha dato grandi frutti visto che gli accordi commerciali con la Comunità Andina (Bolivia ,Colombia, Ecuador, Perù) e Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay), sono stati ulteriormente rimandati (probabilmente al 2005) con grande disappunto soprattutto del presidente brasiliano Cardoso, le maggiori critiche sono rivolte agli alti dazi doganali che impediscono la penetrazione nel mercato europeo dei prodotti di questi paesi.

Un fattore negativo è certamente stato il crollo economico dell'Argentina e la confusa situazione in Venezuela. I paesi latino americani hanno chiesto poi maggiore impegno per il risanamento dell'area sottolineando ancora una volta che è fondamentale un'aiuto concreto da parte dell'Unione europea. Il primo ministro danese Rasmussen, presidente di turno dell'Unione Europea a partire da luglio chiede però una lotta più incisiva contro la corruzzione e un risanamento di queste democrazie.

Il presidente boliviano Quiroga ha sottolineato comunque che da anni il suo paese lotta per diminuire la produzione della coca, ma che però i prodotti nati da culture sostitutive, non riescono a entrare nel mercato europeo.

Tra i più critici il presidente venezuelano Chavez ha attaccato il vertice sottolinendone l'inutilità durante una conferenza stampa fiume durata svariate ore. Chavez ha naturalmente portato anche la voce dell'assente Fidel Castro ed ha voluto farsi interprete della lotta contro quel liberismo che ha distrutto le casse argentine. Tra i punti positivi vi è la firma dell'accordo commerciale con il Cile che sottolinea comunque che l'Unione tiene in considerazione i paesi con un'alta stabilità politico economica. Un paese invece che sta traendo ampi benefici dall' accordo di associazione è il Messico. Il presidente messicano Fox sottolinea con gioia , che nei primi 18 mesi di entrate in vigore del trattato l'intercambio commerciale tra Messico e UE è aumentato del 30%. Le esportazioni messicane sono aumentate del 40% mentre quelle dell'unione del 20%. Tutto ciò premia il paese latino americano che per primo nel '97 siglò l'accordo.

Il presidente Fox ha raccomandato anche agli altri paesi latino americani che lavorino nella stessa direzione e cioè controllare l'economia da un punto di vista finanziario e fiscale e aprire maggiormente le porte agli investimenti.

Questo vertice lascia dunque l'amaro in bocca alla più parte di paesi soprattutto dal punto di vista degli accordi economici, che però possono iniziare per il Cile e continuano con grande incisività per il Messico.

Federico Grandesso e Henry Borzi

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