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Le colonne della libertà...La caduta delle Torri di New York ha segnato l'inizio di una guerra. Non è, però, come sostengono quasi tutti, una guerra di religione. Infatti, l'attentato dell'11 settembre rappresenta uno degli ultimi colpi di coda del dogmatismo religioso-politico contro il libero laicismo occidentale. La religione musulmana incarna l'ultimo baluardo di sintesi estrema tra religione e politica. L'attacco fatto al mondo "civile" non rappresenta un attacco al cristianesimo o a qualche religione, che pretende d'incarnare l'occidente, ma di un'azione di guerra contro il laicismo, contro le libertà di scelta. L'estremismo islamico non combatte una religione (perché non può combattere le fondamenta di se stessa in quanto ogni religione si nutre dei medesimi precetti di base), ma un modo di vita. Questo modo si identifica con la libertà di scelta, che le religioni, anche quella cattolica, cercano sempre d'impedire. L'occidente (intendendo i paesi la cui connotazione storica dipende dalla storia dell'Europa) vive con le sue leggi nella libertà di decisione... vive nella possibilità di credere che la propria libertà finisce dove inizia quella dell'altro. Non è affatto una guerra di religioni, ma una guerra delle religioni contro la laicità degli stati occidentali, nelle cui costituzioni è marcato in maniera ineludibile il principio di libertà di scelta ed uguaglianza tra gli individui. Tutto ciò non significa che nel mondo "civile" non vi siano forme di prevaricazione, tutt'altro: l'avidità e l'arrivismo sociale condannano i più deboli alla sofferenza. Ma questo modo consente a chiunque di essere libero, di esercitare qualsiasi credo religioso, di praticare qualsiasi attività che non leda la libertà altrui. La forza del mondo "civile" è questa ed è anche la sua debolezza contro chi non conosce libertà, non conosce modo di spezzare un precetto dogmatico... Vi sono ancora molti, anche in Italia che ritengono giusto l'attentato dell'11 settembre o, comunque, che gli U.S.A. si siano meritati quello che è avvenuto. Questi pochi vivono delle categorie concettuali degli attentatori, in quanto identificano la politica con la religione, identificano, meglio, una forma politica in una religione, fanno, per chiarire, del comunismo politico una fede. Ricordare l'11 settembre, quindi, significa consolidare il concetto che l'uomo deve poter vivere in un mondo dove ognuno possa scegliere la propria strada di autorealizzazione limitata, limitata dalla realizzazione altrui. La strada per tutto ciò è ancora molto lunga, ma i paesi occidentali sono già in cammino da secoli, altri, invece devono ancora vederne l'imboccatura... |
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