CHIRAC contro JOSPIN contro l'Italia

Il 21 aprile ed il 5 maggio ci saranno le elezioni presidenziali in Francia, l'attuale presidente della repubblica JACQUES CHIRAC sarà contrapposto all'attuale primo ministro del governo francese LIONEL JOSPIN. La grande democrazia europea tornerà al voto con un sistema elettorale che non ci piace per la possibilità prevista di avere una differenza politica tra esecutivo e presidenza della repubblica. Questo se da un lato può equilibrare i poteri dall'altro impedisce e rallenta la decisione della res pubblica.

JOSPIN è stato un buon amministratore, ma le grandi riforme che ha varato si sono rivelate "non esaltanti" (vedi 35 ore) e soprattutto non hanno inciso nella società francese. CHIRAC da buon conservatore ha contribuito ad alimentare fame ed onore per la Francia, sempre in prima linea nelle grandi questioni mondiali, ma la sua presidenza rimane gravemente macchiata dalla questione del nucleare.

I sondaggi (http://www.ipsos.fr/CanalIpsos/articles/859.asp) danno vincitore per pochi punti CHIRAC al ballottaggio, saranno ovviamente decisivi i voti di chi al primo turno non voterà per loro. In particolar modo sarà da verificare se gli elettori (sondaggi al 13%) di Jean-Marie Le Pen si asterranno per il ballottaggio o voteranno per CHIRAC.

Rimangono, quindi, candidature non esaltanti, ma, contrari a priori all'astensionismo, bisogna scegliere tra i due il nostro candidato ideale. La scelta di La-politica.net è caduta sul Presidente della Repubblica uscente, questo non tanto per questioni di merito, quanto a causa delle recenti dichiarazioni di JOSPIN sull'Italia.

Il primo ministro ha dichiarato testualmente "Se vince CHIRAC accadrà come in Italia la Francia manifesterà contro il proprio presidente". Questa dichiarazione, comprensibile in campagna elettorale, rende palese un atteggiamento grave e non logico, che ha colpito anche i leader sindacali e quelli del centro sinistra nel nostro paese.

Se vince CHIRAC vuol dire che i francesi democraticamente lo hanno eletto, che la Francia lo ha eletto; quindi, JOSPIN non potrà dire che la Francia manifesterà, perché ciò non sarà vero.

La filosofia democratica alla quale La-politica.net aspira è quella che quando i cittadini votano o i parlamenti ratificano delle leggi, quei governanti e quelle leggi diventano i governanti e le leggi di tutti. Questo non deve in nessun modo limitare la critica ed il contrasto, ma deve anche necessariamente far cambiare atteggiamento a quanti usano impropriamente il loro potere e la loro rappresentanza.

JOSPIN non può dire il paese è contro CHIRAC, ma dovra dire una parte del paese è contro CHIRAC. I sindacati italiani non possono dire i lavoratori sono contro le decisioni del governo, ma devono necessariamente dire una parte dei lavoratori...

Fortunatamente i prorpi dirigenti una nazione democratica se li sceglie attraverso libere elezioni e non con manifestazioni, scioperi generali, girotondi e quant'altro. Piena leggittimazione a tutte queste iniziative, ma rivendicare per se attributi impropri è ingiusto. I sindacati rappresentano circa 5 milioni di lavoratori, la popolazione attiva in Italia raggiunge i 27 milioni, francamente sembrano assurde le frasi pronunciate dal leaders del sindacato: "I lavoratori sono contro il governo", "Il paese reale è contro Berlusconi", "L'Italia non vuole questi liberali.", ect.

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