L'Europa che vogliamo

Il congresso della Lega Nord al di là delle sterili polemiche sul linguaggio colorito, che mai manca ai membri del carroccio, ha messo in luce due importanti e fondamentali temi. Il primo riguarda il tipo d'Europa che i cittadini vogliono, il secondo, invece, il tipo di democrazia che c'è in Italia.

La Lega rappresenta il partito che più di altri interpreta l'esigenze talvolta becere e banali dei propri elettori. In tale carattere interpretativo si è, però, evidenziata un'esigenza di comprendere come dev'essere e come deve muoversi l'Europa politica. La Lega non vuole un'Europa centralista e statalista , non vuole uno stato unico burocratico e cieco nei confronti dei diversi cittadini. La Lega vuole, invece, un Europa che non sottometta le tante comunità che la compongono, che non omogeinizzi le variegate idee e abitudini dei paesi nazionali, che non standardizzi tutte le aspettative e tutti i caratteri degli uomini e delle donne europee.

Con tutto ciò chi non è d'accordo? Chi può con onestà intellettuale criticare queste affermazioni? Allora perché le polemiche sulla Lega?

L'europeo non vuole svegliarsi una mattina e scoprire che tutte le sue tradizioni e la sua cultura sono state annullate da un potere cieco e omnicomprensivo.

Questo non è qualcosa di nuovo: chi ha dimenticato il "parmesan"? Chi ha dimenticato la questione del cioccolato? Chi ha dimenticato che l'Europa voleva cancellare due delle tradizioni culinarie più importanti d'Italia: la pizza e la mozzarella? Chi non ricorda la questione del matrimonio tra omossessuali? In quest'ultima questione, lo scrivente, lo auspica ed è favorevole, ma altrettanto trova giusto che un paese e solo un paese/nazione con la propria cultura debba decidere di tali problematiche.

La Lega non vuole che una mattina un tedesco si svegli e produca un vino chiamandolo "Novello", la Lega non vuole che una mattina uno svedese si svegli produca un'automobile e come simbolo prenda il "Cavallino rampante".

Questa Europa la Lega e la stragrande parte della maggioranza non la vuole. Con loro la quasi totalità dei trecento milioni d'europei, i quali non vogliono essere privati delle loro tradizioni e dei loro particolarismi.

L'Europa è nell'anima degli italiani, l'Italia è l'Europa. L'Europa è un sogno e noi faremo di tutto perché si realizzi, senza, però, abbandonarla a coloro, che vivono nel dogmatismo politico e nell'ideologia centralista ed autoritaria.

Il secondo tema, che il congresso della Lega Nord ha messo in luce, è la natura dell'opposizione politica in Italia. Nessuno del centro-sinistra ha affrontato il problema con attenzione alle grandi questioni, ma ha solo dato del fascista al segretario della Lega, Bossi, criticandolo a priori.

In Italia la democrazia è piena, ma nello scontro politico questa non si è realizzata. All'opposizione manca un sentimento critico, un'analisi dei problemi, manca in queste circostanze una discussione propositiva, ma è, invece, pregna, di astio ed odio.

Il problema è che questi sentimenti avversi avvelenano il clima e rendono odiosi ed astiosi anche coloro che governano e guidano in questa fase il paese. Tutto ciò porta solo danni all'Italia. Tra meno di un mese avverrà uno sciopero sul niente, milioni di persone priveranno della libertà di muoversi altre milioni di persone per niente, per una questione che è ancora in discussione. Questo è il livello dell'opposizione in Italia!!! Astio ed odio nulla più!!!

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